{"id":1533,"date":"2019-08-21T12:27:10","date_gmt":"2019-08-21T10:27:10","guid":{"rendered":"https:\/\/atleticocastellazzo.it\/?page_id=1533"},"modified":"2019-08-21T12:32:59","modified_gmt":"2019-08-21T10:32:59","slug":"la-fenice","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/atleticocastellazzo.it\/?page_id=1533","title":{"rendered":"LA FENICE"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"wp-image-176\" style=\"width: 150px;\" src=\"https:\/\/atleticocastellazzo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/castlas_match.png\" alt=\"\">L\u2019Araba Fenice il simbolo dell\u2019 Atletico Castellazzo rappresenta un po\u2019 tutti noi, quando impariamo a reagire alle avversit\u00e0 della vita, rialzandoci pi\u00f9 forti e motivati.  Per questo abbiamo scelto come simbolo questo uccello mitologico, perch\u00e9 nello sport come nella vita \u00e8 importante imparare dalle sconfitte rialzandosi sempre pi\u00f9 forti e orgogliosi. Di seguito un breve excursus della storia e delle credenze legate alla Fenice. <br><br><strong>LA FENICE NELL\u2019ANTICO EGITTO<\/strong><br><strong> <\/strong>Nell\u2019antico Egitto, si narrava di Bennu, un uccello sacro che incarnava il dio Ra e il dio Osiride. La sua peculiarit\u00e0 era il canto, cos\u00ec melodioso da incantare persino le divinit\u00e0. Il suo potere pi\u00f9 grande era tuttavia un altro: poteva vivere molti secoli, addirittura cinque, per poi morire in un bellissimo fal\u00f2 da cui sarebbe rinato subito dopo. Gli antichi Egizi furono i primi a parlare della Fenice come del Bennu, dal verbo \u201cbenu\u201d che significa risplendere, sorgere o librarsi in volo. I testi egizi narrano di un uccello simile ad un airone, apparso sulla prima collina emersa dalle acque primordiali. Nel tempo la Fenice venne associata col sole e rappresentava il BA (\u201cl\u2019anima\u201d) del dio del sole Ra, di cui era l\u2019emblema.<br><br><strong>L\u2019ARABA FENICE IN ARABIA<\/strong> <br>Anche nell\u2019antica Arabia, la Fenice, o Phoenix, \u00e8 un favoloso uccello identificato anche come l\u2019uccello del paradiso. Un racconto arabo del XIII secolo, scritto da Attar ed intitolato \u201cIl linguaggio degli uccelli\u201d racconta una epopea mistica nella quale gli uccelli cercano il loro re, il Simurgh, e infine arrivano al suo palazzo, al di l\u00e0 dei sette mari, per scoprire che sono loro stessi il Simurgh e che Simurgh \u00e8 sia uno che tutti. Sempre in Arabia, la Fenice veniva dipinta su bottiglie di vetro per conservare dei veleni, per proteggere le persone dall\u2019avvelenamento. <br><br><strong>LA FENICE DI ESIODO<\/strong> <br>Anche Esiodo, il primo poeta greco del quale possediamo notizie storiche, menziona la Fenice. Ecco i versetti dell\u2019enigmatico frammento 50: Di nove uomini forti cos\u00ec la ciarliera cornacchia vive la vita; il cervo di quattro cornacchie, e il corvo diventa vecchio quanto tre cervi. La fenice, poi, vive per nove corvi; per dieci fenici viviamo noi Ninfe, ricciole belle, figlie di Giove dell\u2019egida sire. Traduzione di Ettore Romagnoli, 1929 .Erodoto \u00e8 il primo a fornire una versione dettagliata del mito e ne parla nel secondo libro delle sue Storie, quello dedicato all\u2019Egitto (la Fenice ha molte analogie con Bennu, un uccello sacro in Egitto: C\u2019\u00e8 anche un altro uccello sacro che si chiama fenice. Io non l\u2019ho mai visto, se non dipinto; poich\u00e9, tra l\u2019altro, compare tra loro soltanto raramente: ogni 500 anni, come affermano i sacerdoti di Eliopoli; e si fa vedere, dicono, quando gli sia morto il padre. \u201cPer dimensioni e per forma, se \u00e8 come lo si dipinge, \u00e8 cos\u00ec: le penne della chioma sono color oro, le altre sono rosse; soprattutto esso \u00e8 molto somigliante all\u2019aquila per forma e dimensioni. Dicono che esso compia un\u2019impresa di questo genere (ma secondo me il racconto non \u00e8 credibile): cio\u00e8, partendo dall\u2019Arabia, porta nel tempio del sole il padre, tutto avvolto nella mirra, e lo seppellisce nel santuario del Sole. Per trasportarlo farebbe cos\u00ec: prima di tutto, dicono, impasta con la mirra un uovo grande quanto le forze gli permettono di portarlo; poi si prova a tenerlo sollevato e, quando si sia in tal modo allenato, avendo svuotato l\u2019interno dell\u2019uovo, vi introduce suo padre. Quindi con altra mirra spalma la parte per la quale ha praticato lo svuotamento e introdotto il padre, di modo che, essendovi quello dentro, si ristabilisce il peso di prima; avendolo dunque cos\u00ec avvolto, lo trasporta in Egitto nel santuario del Sole. Ecco quanto raccontano di questo uccello. Traduzione di Luigi Annibaletto, 1956 .Erodoto, assimila la Fenice al Bennu, l\u2019uccello sacro dell\u2019antico Egitto.<br><br><strong>LA FENICE DEI LATINI<\/strong> <br>Ne parla Ovidio nelle Metamorfosi, raccontando della lontana Assiria: Esiste un uccello che da solo si rinnova e si riproduce: gli Assiri lo chiamano fenice; non vive di frutti n\u00e9 di erbe, ma di lacrime d\u2019incenso e di succo di cardamomo. Anche lo storico latino Publio Cornelio Tacito la menziona nei suoi Annales: Durante il consolato di Paolo Fabio e Lucio Vitellio [eletti consoli nel 34 dC], dopo un lungo volgere di secoli, l\u2019uccello fenice giunse in Egitto, e ai pi\u00f9 dotti fra nativi e fra i Greci forn\u00ec l\u2019occasione di molte disquisizioni circa quel prodigio. Mi fa piacere riferire quelle cose su cui si concorda e quelle cose ancor pi\u00f9 numerose che sono controverse, ma che vale la pena conoscere. Per gli antichi Romani la Fenice \u00e8 sacra al Sole, caratterizzata da un piumaggio lussureggiante e capaci di vivere per pi\u00f9 di 500 anni.<br><br><strong>L\u2019ARABA FENICE IN CINA<\/strong><br> Per i cinesi, la Fenice portava nel becco due pergamene o una scatola quadrata che conteneva i Testi Sacri, e recava iscritte nel corpo le Cinque Virt\u00f9 Cardinali. La sua coda includeva i cinque colori fondamentali (blu, rosso, giallo, bianco e nero) e il suo corpo era una mistura dei sei corpi celesti (la testa simboleggiava il cielo; gli occhi, il sole; la schiena, la luna; le ali, il vento; i piedi, la terra; e la coda, i pianeti). Era una delle quattro creature magiche che presiedevano i destini della Cina: Bai Hu (la tigre bianca) o Ki-Lin (l\u2019unicorno) per l\u2019Ovest; Gui Xian (la tartaruga o il serpente) per il Nord; Long (il drago) per l\u2019Est; e, per il Sud, Feng (la Fenice) \u2014 detto anche F\u00eang-Huang, Fung-hwang o Fum-hwang. Rappresentava il potere e la prosperit\u00e0, ed era un attributo esclusivo dell\u2019imperatore e dell\u2019imperatrice, che erano gli unici in tutta la Cina ad essere autorizzati a portare il simbolo del Feng. <br><br><strong>L\u2019ARABA FENICE IN INDIA<\/strong><br> Nella cultura induista e buddista, la Fenice si chiama Garuda e ha fattezze umane, con ali e becco d\u2019aquila. Narra la leggenda ind\u00f9 che Kadru, madre di tutti i serpenti, combatt\u00e9 con la madre di Garuda, imprigionandola. Garuda and\u00f2 quindi a recuperare del Soma, che lo rese immortale, per liberare sua madre da Kadru. Vi\u1e63\u1e47u, colpito da ci\u00f2, lo scelse come avatar (l\u2019incarnazione terrestre) o destriero. Comunque, Garuda mantenne un grande odio verso i Naga (la famiglia dei serpenti e dei draghi), e ne ammazzava uno al giorno per pranzo. Poi per\u00f2 un principe buddista gl\u2019insegn\u00f2 l\u2019astinenza, e Garuda riport\u00f2 in vita le ossa di molti dei serpenti che aveva ucciso. <br><br><strong>L\u2019ARABA FENICE NELLA LETTERATURA <\/strong><br>La fenice \u00e8 cantata da numerosi poeti classici, oltre ad Ovidio precedentemente menzionato. In epoca cristiana, i padri della Chiesa accolsero la tradizione ebraica e fecero della fenice il simbolo della resurrezione della carne. La sua immagine ricorre frequentemente nell\u2019iconografia delle catacombe. <br><strong>Dante Alighieri<\/strong> cos\u00ec descrive la Fenice: <br>Che la fenice more e poi rinasce, quando al cinquecentesimo anno appressa erba n\u00e9 biada in sua vita non pasce, ma sol d\u2019incenso lacrima e d\u2019amomo, e nardo e mirra son l\u2019ultime fasce. Inferno XXIV, 107-111 <br><br>Al giorno d\u2019oggi sopravvive il modo di dire \u201cessere una fenice\u201d, per indicare qualcosa di introvabile, un esemplare unico e soprattutto inafferrabile, come troviamo nei versi del poeta Metastasio: \u00c8 la fede degli amanti come l\u2019araba Fenice: che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Araba Fenice il simbolo dell\u2019 Atletico Castellazzo rappresenta un po\u2019 tutti noi, quando impariamo a reagire alle avversit\u00e0 della vita, rialzandoci pi\u00f9 forti e motivati. 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